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Hotel Miramar Maragogi Resort

Hotel Bernini Bristol ***** (Roma - Roma )

Piazza Barberini, 23. Roma. Roma . Italia.

Hotel Bernini Bristol RomaHotel Bernini Bristol Roma
PRESENTAZIONE
Nasce nel 1874 in un antico palazzo nel cuore della città. Oggi dietro l'imponente facciata recentemente ristrutturata, il Bernini Bristol offre l'antica tradizione dell'epoca abbinata alle esigenze di oggi.
Dominante la storica Piazza Barberini con la secentesca Fontana del Tritone di Gianlorenzo Bernini, l'albergo si trova a pochi passi da Piazza di Spagna, Fontana di Trevi, Villa Borghese e dalle strade più eleganti dello shopping.
L'albergo, inaugurato il 28 ottobre 1874, fu chiamato Hotel Bristol in onore del 1° Baronetto di Bristol, vescovo protestante del XVIII secolo.
Al primo nome venne poi aggiunto quello del geniale artista che nel 1600 scolpì la splendida fontana di piazza Barberini, nel pieno centro di Roma, dove si trova l'albergo.
Tra gli ospiti illustri ricordiamo: Don Pedro II Imperatore del Brasile, l'imperatore Federico di Germania, l'imperatrice Caterina di Russia, la principessa di Galles, la regina d'Inghilterra.
Nel 1973 la SINA Hotels acquista l'Hotel Bernini Bristol, offrendo una struttura di lusso al mondo degli affari, della politica e della diplomazia.


DOVE SIAMO
L'Hotel Bernini Bristol, in pieno centro di Roma di fronte la fermata della metro, è situato all'inizio di Via Veneto ed a pochi passi da Piazza di Spagna e Fontana di Trevi.


ALLOGGI
112 camere e 15 suites diverse l'una dall'altra dove allo stile tradizionale con mobili d'epoca e ricche tappezzerie si aggiunge quello contemporaneo presente nelle 20 camere recentemente ristrutturate. Particolari sono le suites con grande terrazzo che si affacciano sulla città.
Tutte le stanze sono dotate di due linee telefoniche, telefono con messaggio vocale, TV satellitare, presa per computer, minibar, cassaforte e WI-FI.


SERVIZI
Nella Hall e al bar gli antichi arazzi del 1700 che ricoprono le pareti si sposano perfettamente con lo stile più fresco e contemporaneo degli arredi.
La recente ristrutturazione degli ambienti comuni: hall, bar e saloni al primo piano garantiscono un'atmosfera accogliente e un servizio curato.
Alcune sale riservate sono a disposizione per colazioni di lavoro ed incontri privati.


GASTRONOMIA
-RISTORANTE & BAR
Il roof garden L'Olimpo che sorge all'ultimo piano dell'albergo permette di godere di una vista unica e indimenticabile a 360° su Roma.
Un drink al bar all'aperto in estate, una colazione di lavoro, una cena romantica a lume di candela sulla terrazza sono serviti con grande cura e professionalità. La cucina è mediterranea ed è accompagnata da una vasta scelta di vini pregiati.

Al primo piano sono disponibili sontuosi saloni ideali per cocktails, ricevimenti e banchetti.


GRUPPI & MEETINGS
Alle sale riunioni con luce naturale si aggiunge il centro riunioni con sale modulari e spazi riservati. Le attrezzature di base comprendono:

* Amplificazione
* Schermo
* Lavagna a fogli mobili
* Lavagna luminosa
* Proiettore per diapositive
* Materiale didattico
* Videoregistratore

Altre attrezzature sono su richiesta.


CENTRO BENESSERE
Al Bernini Bristol è stata incastonata una nuova perla, il SINA Wellness Club un ambiente che, anche solo visivamente, risulta essere 'comodo', 'riservato' , una location che dà serenità, una frazione di benessere nella grande città di Roma.
Due cabine massaggio e trattamento viso, un idromassaggio a tre postazioni, un bagno turco ed una sauna da 6 persone; ed il motore di tutta questa macchina è nello Staff operativo, un team dinamico in eterno movimento, pronto ad appianare e a soddisfare tutte le esigenze dei clienti, nel limite del possibile.


ITINERARI TURISTICI
-Roma: L'irripetibile città, che avvolge e penetra con immagini infinite e stimoli caleidoscopici, che forse per aver alternato epoche fastose ad altre di decadenza, sempre rinascendo, fu detta eterna, affastella tesori e memorie, con il fascino di un paesaggio che pur sopravvive agli attacchi dell'epoca moderna.

-Basilica di San Pietro: costruita sulla Tomba dell'Apostolo, è il cuore della cristianità è uno dei monumenti più significativi dell'arte e della cultura mondiale. La Basilica, fondata dall'imperatore Costantino, fu ricostruita a partire dal 1506 per volere di papa Giulio II su progetto di Bramante, al quale seguirono Raffaello, Baldassarre Peruzzi, Antonio da Sangallo il Giovane, Michelangelo (che progettò la grandiosa cupola), Giacomo della Porta, Domenico Fonatana e Carlo Maderno, che realizzò la facciata. La Basilica fu poi consacrata da Urbano VIII il 18 novembre 1626. La chiesa si affaccia sulla spettacolare piazza, realizzata da Gian Lorenzo Bernini, circondata dal grande colonnato, con al centro due fontane e un obelisco egiziano. Tra i molti tesori della basilica, alcuni erano contenuti nella vecchia basilica, come la tomba d'Innocenzo VIII del fiorentino Pollaiolo, la bronzea statua di San Pietro, opera d'Arnolfo di Cambio, il cui piede é consunto per i baci dei fadeli, la giovanile Pietà di Michelangelo, di rara perfezione formale e calore di sentimento. Ancora, da ricordare, vedere l'imponente baldacchino e la cattedra di San Pietro, ambedue del Bernini, la tomba di Clemente XIII di Canova e la porta eseguita dall'artista contemporaneo Giacomo Manzù per il Papa Giovanni XXIII.

-Pinacoteca Vaticana: Fulcro dei musei e delle gallerie del Vaticano, il notevolissimo patrimonio della Pinacoteca comprende alcuni nuclei fondamentali di opere. Tra i più importanti, quello costituito dai dipinti un tempo appartenuti alla pinacoteca di Pio VI, eletto papa nel 1775, tra cui spiccano alcuni capolavori assoluti della pittura del Seicento come Il martirio di Sant'Erasmo di Nicolas Poussin. Alcuni di questi dipinti furono trasferiti qui dal Palazzo del Quirinale, o recuperati dallo scultore Antonio Canova, ai primi dell'Ottocento, a Parigi, dove erano stati trafugati al tempo della Rivoluzione francese. Un altro nucleo comprende dipinti recuperati nelle chiese di Roma e dello Stato Pontificio, quali la Trasfigurazione, ultima opera del sommo Raffaello, un tempo nella basilica di San Pietro in Montorio, e la solenne Deposizione del Caravaggio. Nel corso del Novecento, la collezione della Pinacoteca è stata notevolmente arricchita da donazioni ed acquisizioni: tra quest'ultime, quella di quattordici frammenti degli affreschi eseguiti da Melozzo da Forlì, negli ultimi decenni del XV secolo, nell'abside della chiesa dei Santi Apostoli, tra i quali si distinguono alcuni Angeli musicanti di piena bellezza rinascimentale.

-Pantheon: è probabilmente il tempio meglio conservato in Roma. La costruzione si debe al genero dell'imperatore Augusto, Marco Agrippa, che nel 27 a.C. lo dedicò a tutti gli Dei, ma l'aspetto attuale dell'edificio è dovuto alla ristrutturazione voluta da Adriano tra il 118 e il 125 d.C.. Il portico era arricchito da grandi porte e decorazioni in bronzo, che si conservarono fino al XVII sec., quando papa Urbano VIII Barberini li fece fondere per costruire il baldacchino di San Pietro. L'accaduto fu commentato in città da un sonetto anonimo: Quod non fecerunt barbari fecerunt Barberini. In seguito il Pantheon fu più volte restaurato, ed oggi si presenta come chiesa, ove sono sepolti alcuni re d'Italia e alcuni grandi artisti, tra i quali Raffaello. La grande cupola è la più vasta che si sia conservata dall'antichità, costruita con un'unica gettata di calcestruzzo entro un'impalcatura lignea, dalla bellissima ed equilibrata decorazione a cassettoni.

-Colosseo: Fino al 70 d.C. Roma non ebbe un anfiteatro in muratura, e i cruenti giochi dei gladiatori, spettacolo tra i preferiti dai romani, si svolgevano prima nel Foro, e poi in anfiteatri di legno. Fu Vespasiano, nel 72 d.C., a iniziare la costruzione del più grande anfiteatro del mondo conosciuto, in seguito completato da suo figlio Tito, poi detto Colosseo (da colosso) a causa della vicina, enorme statua dorata raffigurante Nerone. L'edificio era caratterizzato da una grande complessità progettuale, che permetteva non solo un afflusso regolare e comodo di circa 80.000 spettatori, ma soprattutto lo svolgimento di spettacoli grandiosi. A questo fine, sotto l'arena si stendeva una rete di cunicoli e gallerie per la conservazione dei materiali scenici e la loro messa in opera con azioni improvvise e spettacolari. Una galleria collegava l'anfiteatro con la vicina caserma dei gladiatori, i principali protagonisti dei giochi, che alla loro entrata nell'arena salutavano l'imperatore con la celebre frase: 'Ave Caesar! Morituri te salutant!'. I giochi di inaugurazione del Colosseo, durante i quali furono uccisi circa 5.000 animali feroci, durarono cento giorni. Nel V secolo furono proibiti gli spettacoli cruenti, ed iniziò la decadenza dell'edificio, ormai abbandonato, che di lì a poco sarebbe diventato cava di materiale da costruzione per i palazzi e le chiese di Roma. Solo nel '700 ne venne imposta la preservazione, perché fu ritenuto luogo di supplizio dei primi cristiani.

-Casino Massimo: ultimo lavoro collettivo dei pittori tedesci cosiddetti 'nazareni' a Roma, gli affreschi della casa-giardino presso il Laterano del marchese Massimo sono anche la loro opera più significativa e alla quale attesero tra il 1822 e il 1827. L'idea iniziale era scaturita dal proposito di decorare le tre stanze di questa villa con un programma iconografico che narrasse l'epopea della poesia italiana attraverso le figure di Dante, Tasso ed Ariosto. A Cornelius venne riservata la sala più impegnativa, quella dedicata a Dante, ma il pittore non condusse a termine la decorazione degli otto scomparti delle pareti che venne ultimata dal più giovane Joseph Koch: mentre ghirlande e festoni a mò di cornice tra le varie scene vennero dipinte da Franz Horny. Ad Overbeck toccò la stanza del Tasso, immortalato attraverso l'illustrazione degli episodi più celebri della Gelusalemme liberata. La stanza più ampia, dedicata all'Ariosto e all'Orlando furioso, venne infine approntata dal più giovane dei nazareni, Julius Schnorr von Carolsfeld.
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